La storia di MonteOliveto di Casà

1307

La famiglia Mollo ha una storia sorprendentemente ricca che possiamo far risalire al 14° secolo. Documenti storici dimostrano che nel 1307 il nostro antenato Alberto Mollo acquistò dai Conti di San Marino una proprietà nella regione di Barbania, vicina alla città di Torino, l’area di cui la famiglia era probabilmente originaria. Nel corso del 14° secolo, la famiglia Mollo è citata in varie occasioni negli archivi storici di Alba avendo occupato un certo numero di posizioni pubbliche ed essendo proprietaria di una delle torre medioevali della città di Alba. A quei tempi, la collina di Monteoliveto era parzialmente proprietà del Priorato di San Dalmazzo di Nizzolasco di Monticello d’Alba, una congregazione monastica che dipendeva dall’Abazia di Monte Oliveto Maggiore di Siena (da cui il nome Monteoliveto) e che continua a coltivare le viti su quella stessa collina fin dal 10° secolo.

1560

Il primo documento che collega la famiglia Mollo alla zona denominata Monteoliveto è un certificato di enfiteusi (diritto perpetuo di godimento su terreno destinato all’agricoltura) datato 1560. Da esso risulta che Carlo Mollo, in effetti, versava al Priorato dei “consegnamenti” (contributo monetario) per la coltivazione di una “terra alternata”. Quest’ultima, denominata anche “terra ad altena”, era contraddistinta da un tipo di coltivazione della vite popolare in Piemonte fino alla fine del 18° secolo. Consisteva nella coltivazione della vite attorcigliata ad un albero (normalmente un acero) per consentire il massimo sfruttamento del terreno.

1622 – 1763

Nel 1622 Giovanni Francesco Mollo era proprietario di terreni situati in numerose diverse ubicazioni, tra cui Monolato (oggi chiamato Bric della Vite), Monteoliveto e Casale (oggi denominato Casà). Nel 1763 Giovanni Mollo diventa proprietario di un terreno agricolo a Priosa, un’area prossima all’attuale sito di MonteOliveto. L’area di Monteoliveto e l’area di Casà sono, da allora, quasi interamente coperti da vigneti, coltivati dapprima “ad alteno” e successivamente, intorno al 18° secolo, con moderni sistemi di potatura di allevamento.

1900 – Oggi

All’inizio del 20° secolo la collina di Monteoliveto viene devastata dalla filossera. La famiglia conserva la proprietà del terreno, ma la regione subisce un lento decadimento nel corso degli ultimi 150 anni e la fama della produzione di qualità non diventa che un ricordo.Nel 1998 Giacomo e Gianni Mollo incominciano a pensare ad un progetto ambientale che un giorno avrebbe riportato la collina di Monteoliveto al suo splendore: vigneti, alberi da frutta, tartufi e molte micro-coltivazioni che erano tipiche della regione del Roero e che oggi stanno lentamente scomparendo. Da allora essi iniziarono un lavoro di bonifica e recupero del terreno, cui fece seguito il progetto di una cantina vinicola e di un “ciabot” (in piemontese, una casa al centro del vigneto). Le prime viti di Barbera e Nebbiolo furono impiantate nel 2006 e ad esse seguirono quelle di Arneis nel 2007 ed ancora di Barbera e Nebbiolo nel 2008. Il progetto di MonteOliveto è ancora attualmente in fase di evoluzione e sta rapidamente raccogliendo riconoscimenti ed apprezzamenti tra i produttori della regione.